domenica 24 ottobre 2010

IL PARTITO DEMOCRATICO ELEGGE IL NUOVO SEGRETARIO



Si è svolta venerdì scorso l’Assemblea Congressuale del Partito Democratico di Monte Sant’Angelo per l’elezione del nuovo segretario cittadino e del gruppo dirigente, che avranno il compito principale di accompagnare il partito al prossimo appuntamento elettorale: le elezioni comunali.
La discussione, aperta con un intervento dell’on. Michele Bordo, ha visto la partecipazione di tanti iscritti e simpatizzanti che si sono confrontati su diverse tematiche, una tra tutte il ruolo che il partito deve assumere per rilanciare l’azione politica e giungere, così, alla costruzione di una nuova alternativa di governo.
Durante i lavori il nuovo segretario, Pierpaolo d’Arienzo, ha presentato il documento politico contenente le linee programmatiche che caratterizzeranno il proprio mandato e quello del nuovo gruppo dirigente.
I temi posti sul tavolo della discussione hanno riguardato sostanzialmente il rilancio del partito, attraverso il coinvolgimento degli iscritti, l’apertura alla società civile e al mondo dell’associazionismo e, infine, il coinvolgimento dei cittadini quali attori principali di un processo politico altamente partecipativo.
Tutto questo attraverso la ripresa dell’iniziativa politica, con un’attenzione particolare all’efficacia comunicativa.
Insomma una vera scaletta di impegni che dovranno portare il Partito Democratico a diventare punto di riferimento per i cittadini montanari, spostando così il protagonismo politico dai singoli uomini, che agiscono per lo più in chiave clientelare, ai soggetti politici collettivi.
A quest’azione di radicamento, tuttavia, si dovrà affiancare una ripresa del dialogo con le altre forze politiche cittadine, appartenenti allo schieramento di centro-sinistra, con lo sguardo rivolto al mondo cattolico e moderato, che oggi si sente tradito da Ciliberti e dalla sua precaria amministrazione.
Al PD, in quanto forza maggioritaria, spetta il compito, la responsabilità e l’onere di ricompattare una coalizione disgregata e priva di una visione comune, relegata al ruolo di opposizione da ormai qualche anno.
Si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative.
Il PD ha ormai imboccato la via del vero rinnovamento, inteso non come scontro generazionale ma come momento di crescita collettivo e passaggio naturale e fisiologico da una condizione ormai satura ad una più dinamica ed entusiasmante, partendo da ciò che di buono è stato fatto nel passato e con il contributo di chi ne è stato l’artefice, ma nello stesso tempo imparando dagli errori commessi per evitare il ripetersi di scelte sbagliate.
Sul tema scottante delle candidature, all’interno del partito le idee sembrano essere abbastanza chiare.
Partire con la proposizione di un’autocandidatura preclude ogni margine di manovra per raggiungere l’unità. Definire il candidato Sindaco e i candidati consiglieri comunali senza aver prima costruito la base di condivisione di un progetto politico, che deve caratterizzare il successivo operato dell’amministrazione, significa fare un errore strategico, che quando commesso ha portato al fallimento del governo della città.
La strada da seguire, invece, è quella che parte da un progetto politico condiviso con la città, che diventi anche programma elettorale su cui chiedere la fiducia agli elettori e programma di governo su cui basare la propria azione amministrativa, e termini con la scelta dei nomi di coloro che dovranno tradurre in fatti le scelte operate.
Così facendo, anche il metodo di selezione del “Primo Uomo”, attraverso l’individuazione diretta da parte della coalizione o l’istituto delle primarie (tanto caro al PD), diventerebbe ininfluente e soprattutto scevro da qualsiasi condizionamento e strumentalizzazione, passando in secondo piano ed assumendo un significato più propagandistico, anziché delinearsi come momento di vera scelta o di probabile divisione.

Da Partito Democratico di Monte Sant’Angelo.

domenica 17 ottobre 2010

QUESTIONE DI CHIAREZZA POLITICA!


Il Partito Democratico non accetta lezioni di etica e di morale dal consigliere Giuseppe Totaro né da qualsiasi altro politicante del centro-destra montanaro.

La mannaia di Tremonti si è

abbattuta, con inesorabile violenza, su tutto ciò che riguarda il lavoro, la salute e la formazione dei cittadini, provocando ormai di fatto il taglio di servizi essenziali.

La dura protesta di migliaia di insegnanti e lavoratori, Sindaci e Presidenti di regione (con bilanci ormai al collasso) non sono di certo il segno di un “isterismo collettivo”!!!

Per quanto riguarda il futuro dell’Ospedale di Monte, su proposta del Partito Democratico, il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno (Delibera n. 42 del 16/7/2010) nel quale ha rigettato la previsione del piano di riordino regionale e ha avanzato una proposta di potenziamento della struttura. Quell’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità e, quindi, anche dal consigliere Giuseppe Totaro!

Da allora, il Partito Democratico sta lavorando incessante-mente per fare pressione sulla Regione, attraverso i propri rappresentanti, affinché la proposta venga accettata.

Vogliamo inoltre far notare, a quanti sostengono che il consigliere Damiano Totaro

è un iscritto del PD, che ciò è falso, pretestuoso e viene affermato da chi, tre anni fa, ha contribuito alla vittoria di Ciliberti ed è, pertanto, corresponsabile dell’attuale disastrosa situazione politica!

Damiano Totaro è consigliere di una maggioranza PDL-UDC e nello stesso tempo privato sostenitore di un consigliere regionale del PD (Dino Marino); siamo certi che alle prossime votazioni gli elettori sapranno scegliere meglio i propri rappresentanti, punendo coloro i quali continuano a fare della politica una “merce di scambio”!

sabato 25 settembre 2010

CILIBERTI TRA CASE, RICATTI E OPERAZIONI IMMOBILIARI

La seduta del consiglio comunale di mercoledì 22 è andata deserta a causa della mancanza di due consiglieri di maggioranza: Marco Galli e Giovanni Granatiero.

All’ordine del giorno il discusso accapo del Piano di recupero ZOT B/2 - Variante urbanistica ad iniziativa privata, tanto caro all’Assessore ai Lavori Pubblici, Ciuffreda Domenico.

La forzatura sta provocando non pochi grattacapi alla maggioranza targata PDL-UDC in quanto sembrerebbe che, nonostante le grosse difficoltà e l’incompatibilità dell’interessato, quest’ultimo abbia posto un ultimatum sulla questione. Insomma un ricatto bello e buono che rischia di far traballare la già precaria maggioranza di governo.

Il Partito Democratico, che ha sempre mantenuto una posizione nettamente contraria sull’argomento, da qualche mese sostiene che ormai il Sindaco Ciliberti non ha più i numeri per governare e chiede insistentemente le dimissioni del primo cittadino per consentire agli elettori montanari di scegliersi un nuovo governo cittadino.

Ma come Berlusconi, il Sindaco continua imperterrito a logorarsi ed inveire sulla comunità montanara, con la sua inoperosità ed inefficienza.

Nonostante sia continuamente sottoscacco per la scomoda presenza dell’undicesimo consigliere di turno (la maggioranza è passata da 14 ad 11 consiglieri), Ciliberti preferisce ingoiare “i rospi”, cedendo ai ricatti dei singoli e alla sempre più insistente rivendicazione della prossima candidatura a Sindaco da parte del PDL (la qual cosa esclude, sin da ora, una sua possibile riconferma).

L’immobilismo del Sindaco, nel frattempo, lascia campo libero a figure politiche che si credeva ormai morte e sepolte e che tanti danni hanno provocato al paese, mentre consente a consiglieri ed assessori di fare i propri comodi, assicurandosi rendite personali mediante l’elargizione di favori ad amici, parenti e conoscenti.

A tutto ciò si aggiunge l’ultima novità: alcune operazioni immobiliari (tra gli altri obietti del consiglio) che costeranno al paese e ai cittadini qualche centinaia di migliaia di euro e di cui non si conosce il progetto complessivo né quale sia l’interesse collettivo e sociale che si vorrebbe perseguire con il loro acquisto.

Ci chiediamo, allora, come può oggigiorno un Comune (che dice di non avere soldi) indebitarsi per acquistare immobili a cifre da capogiro senza avere un chiaro progetto in mente, mentre vi sono ancora interi quartieri (vedi Galluccio e Stamporlando) che versano nel più totale degrado ed abbandono, privi di strade asfaltate e di altri servizi essenziali?

Può un Comune chiedere ulteriori sforzi economici ai propri cittadini (vedi addizionale IRPEF ecc.), senza restituir loro servizi ed infrastrutture che ne aumentino la qualità della vita?

E’ evidente, ormai, che il Sindaco e la sua maggioranza UDC-PDL sono completamente incuranti dei problemi che attanagliano la città e la comunità ed è per questo che il Partito Democratico ribadisce nuovamente la necessità di ritornare alle urne per risollevare le sorti del paese, invitando il primo cittadino ad un ultimo atto di responsabilità.

mercoledì 8 settembre 2010

CILIBERTI, GRANATIERO E LO SFASCIO DELLA SCUOLA A MONTE.





La scorsa primavera l’Amministrazione Ciliberti ha deciso che, a partire da settembre 2010, molti dei bambini che frequentano le Scuole dell’Infanzia e della Primaria non usufruiranno più del servizio scuolabus.


Il nuovo regolamento adottato, infatti, prevede che i bambini che abitano a meno di 500 metri da una scuola (e sono la maggior parte) non possiedono i requisiti indispensabili per accedere a tale servizio.



Questa sciagurata decisione, oltre a creare seri problemi gestionali alle scuole, è palesemente in contrasto con le vigenti leggi dello Stato secondo le quali ogni genitore è libero di mandare i propri figli nella scuola che ritiene più opportuna per la loro formazione, violando un sacrosanto diritto sancito anche dalla nostra Costituzione.



Nonostante molti genitori abbiano sollecitato l’assessore Granatiero e l’Amministrazione sfascia paese UDC-PDL a rivedere la loro decisione, con arroganza hanno risposto che “così è deciso”, tant’è vero che, in questi giorni, alle ignare famiglie è stata recapitata un’incomprensibile lettera, con la quale l’Amministrazione comunicava l’impossibilità di garantire ai loro figli il servizio. Eppure, fino ad oggi, il trasporto degli alunni ha funzionato perfettamente e il servizio è stato sempre assicurato!



Dunque, perché Ciliberti e Granatiero vogliono cambiare le carte in tavola? Quale oscuro intento dell’Amministrazione UDC-PDL si cela dietro il banale pretesto del risparmio economico, atteso che a quanto pare né il numero degli autisti e degli scuolabus né le distanze di percorrenza sono variati?



Granatiero e Ciliberti sanno che il servizio che vogliono sopprimere è di vitale importanza, specie se entrambi i genitori lavorano?


Sanno che questa loro decisione porterà ad avere scuolabus vuoti e strade congestionate dal traffico, visto che i genitori saranno costretti ad accompagnare personalmente i figli a scuola?



Perché allora l’Amministrazione comunale, nonostante l’enorme avanzo di amministrazione (soldi non spesi), ha mantenuto l’addizionale IRPEF pur potendola eliminare (come proposto dal Partito Democratico) ed ora vuole togliere anche i servizi essenziali alla popolazione? A cosa serve pagare delle tasse in più (vedi addizionale IRPEF) se poi questi soldi non vengono restituiti ai cittadini sotto forma di servizi?



Sembra quasi che Granatiero e Ciliberti si siano ammalati della sindrome Gelmini-Berlusconi: demolire la scuola!



Il PD critica fortemente questa scelta scellerata e si schiera al fianco delle tante famiglie danneggiate.



CHIEDE, INOLTRE, A QUESTA PENOSA MAGGIORANZA DI CONVOCARE URGENTEMENTE UN CONSIGLIO COMUNALE PER DISCUTERE DEL PROBLEMA E MODIFICARE AL PIÙ PRESTO IL REGOLAMENTO, RIPRISTINANDO COSÌ IL SERVIZIO SCUOLABUS.



La scuola ed i servizi ad essa connessi sono un diritto che né Granatiero, né Ciliberti, né l’Amministrazione UDC-PDL possono abolire o negare!



Comunicato Stampa


sabato 14 agosto 2010

CILIBERTI È CONTRO LA CULTURA


Le precedenti Amministrazioni di centrosinistra e gli Enti sovracomunali (Regione Puglia, Provincia di Foggia ecc.) hanno sempre investito notevoli risorse per il recupero e la valorizzazione funzionale dell'ingente patrimonio monumentale, storico e culturale di Monte Sant'Angelo.


In quest'ottica il complesso delle Clarisse, inserito in un area ad altissima valenza storica, sociale e turistica, è diventato un centro culturale polifunzionale che ospita il Teatro comunale, il Centro Studi Micaelici e la nuova Biblioteca comunale. Questo progetto mirava a fare del Complesso delle Clarisse il motore rivitalizzatore dell'intero Centro Storico.

Ma veniamo ad oggi.
Nel marzo scorso un manifesto, firmato dal Sindaco e dal neo Assessore alla Cultura Granatiero, pubblicizzava la riapertura della Biblioteca comunale a seguito del completamento dei lavori commissionati per altro, come tutti ricorderanno, dalla precedente amministrazione di Centrosinistra. Da allora, però, la Biblioteca è rimasta sempre chiusa e mai nessuno ha potuto avervi accesso liberamente, se non per appuntamento (quasi si dovesse andare dal medico!!!

Ma, come se non bastasse, al danno si è aggiunta la beffa!

Durante la scorsa discussione sul bilancio di previsione 2010, infatti, l'Amministrazione si fregiava di aver destinato parecchi fondi per la manutenzione straordinaria della biblioteca, con l'intenzione di riaprirla finalmente al pubblico dopo anni.


Sennonché, con una veloce variazione di bilancio estiva, l'Amministrazione ha tolto di colpo alla biblioteca 95.000,00 euro.

Ma per far cosa?

Per riproporre, ad esempio, il torneo di "Acqua Sport" (tanto caro al Vicesindaco Ferosi e il cui organizzatore – come si dice in giro – sembrerebbe essere un suo non molto lontano parente), costato alle casse comunali ben 13.200 euro!

Questa volta, però, neanche il temuto delegato di Macchia è riuscito a far ragionare Ciliberti tanto è vero che, con la stessa variazione, sono stati sottratti altri 50.000 euro per la ristrutturazione della Delegazione Municipale di Macchia, in barba ai "macchioli" ed al neo costituito Consiglio di Frazione.

È evidente che a Ciliberti non interessa la storia millenaria della città, tracce della quale sono presenti proprio nell'immenso patrimonio librario custodito nella nostra Biblioteca.

A nostro avviso, invece, un Comune che è in attesa del riconoscimento UNESCO, dovrebbe investire più risorse economiche per la cultura e la valorizzazione dei suoi beni storici e culturali. Ma, a quanto pare, questa Amministrazione ha qualche difficoltà a cogliere la coerenza e le finalità dell'intero progetto, sventolando solamente slogan vuoti!


La Politica, gli uomini di cultura e quanti hanno a cuore ed amano la nostra città non possono certamente accettare tutto questo!

Sindaco, ciò che state facendo è davvero indegno!!!

domenica 8 agosto 2010

QUESTIONE INSIDE: CILIBERTI, COME BERLUSCONI, NON AFFRONTA I PROBLEMI!!




La crisi economica che sta interessando l’Italia, malgestita dal Governo, tocca anche la nostra città, in particolare le aziende della zona di Macchia. Alcune di loro hanno chiuso, mentre altre navigano in cattive acque.


È il caso dell’Inside che, la scorsa primavera, ha messo in cassa integrazione i propri lavoratori. Da allora però gli operai, a causa di ritardi nei pagamenti, non hanno ricevuto più un soldo né dall’Azienda né dall’INPS e, nonostante la lotta pacifica messa in atto, la loro situazione è diventata ormai drammatica.



Ciliberti impegnato, com’è, a difendersi dagli attacchi che gli arrivano dagli altri partiti di maggioranza (PDL in primis), che vorrebbero per sé la futura candidatura a Sindaco, non si è accorto di quanto stava accadendo a Macchia, tanto da non fare nulla perché le molteplici situazioni venissero gestite in tempo.



Eppure, come già successo in altre realtà, ciò che chiedono i lavoratori dell’INSIDE non è la luna: reclamano semplicemente l’anticipo delle spettanze della cassa integrazione che l’INPS, con certezza, liquiderà.



Il Partito Democratico di Monte Sant’Angelo propone una possibile via d’uscita, seppure temporanea, per far si che le famiglie degli operai possano tirare un sospiro di sollievo e ricevere i tanto attesi soldi, necessari ad un loro dignitoso sostentamento.


Poiché l’Azienda ha fatto saltare l’anticipo della cassa integrazione, suggerisce al Sindaco che il Comune chieda l’anticipo delle somme occorrenti ad una Banca, facendosi promotore e intermediario nella trattativa (così come già fatto dalla Provincia di Foggia nel caso dell’Azienda BELLARIA del Patto di Ascoli – Candela).


Inoltre, sollecita il Sindaco Ciliberti affinché si attivi con urgenza nel convocare tutti le parti interessate (Azienda, Sindacati, Amministrazione Provinciale e Comunale, INPS, Istituti di Credito, ecc.) e costituire sin da subito un tavolo tecnico, a livello provinciale, nel quale proporre la soluzione prospettata!



Nel frattempo il PD, ribadendo la sua piena solidarietà ai lavoratori in questione, si adopererà per aiutarli nell’avere risposte immediate alle loro giuste rivendicazioni, sollecitando tutti i soggetti politici, e non, interessati.



Si impegna, inoltre, ad avviare un percorso nuovo di riflessione sul futuro dell’area industriale di Monte Sant’Angelo, anche alla luce dell’ormai esaurita esperienza del Contratto d’Area. Una riflessione che dovrà indicare le prospettive di sviluppo di una delle aree industriali più grandi del Sud Italia in termini di insediamento di nuove realtà produttive, di realizzazione ex novo da un lato e potenziamento e rafforzamento dall’altro delle infrastrutture a servizio delle imprese, di incremento dei livelli occupazionali e di difesa dei posti di lavoro esistenti.

lunedì 14 giugno 2010

La legge sulle intercettazioni va contro la libertà dei cittadini

Il diritto alla riservatezza è sacro, ma la legge sulle intercettazioni non difende la privacy del cittadino.

I veri obiettivi della legge sono:

- impedire ai giudici di indagare sul malaffare più pericoloso, quello del potere politico-criminale e mafioso.

- impedire alla stampa di essere libera e di raccontare ciò che accade.

- impedire il diritto dei cittadini di essere informati.

Ad esempio con questa legge

- non avremmo potuto sentire come ridevano gli uomini della “Cricca”, la notte del terremoto all’Aquila.

- non avremmo saputo nulla della casa del Ministro Scaiola,

- non avremmo saputo del Crak Parmalat o della vicenda Daddario …

La legge sulle intercettazioni nega il diritto a essere informati e a vivere liberi e sicuri dal malaffare.

Siamo convinti perciò che quella legge sarà dichiarata incostituzionale.

Intanto, però, ognuno di noi sarà molto meno libero.

Difendiamo la Costituzione. Difendiamo la Democrazia e la Libertà

La crisi economica italiana è strutturale

Nessuno tra i principali indicatori economici vede il nostro Paese primeggiare tra i 16 paesi della Zona Euro, e, anzi, è agli ultimi posti per quanto riguarda il Pil, la produzione industriale, l'occupazione, il deficit e il debito pubblico.

Dati che evidenziano come la crisi italiana sia frutto principalmente delle gravi difficoltà del nostro sistema produttivo, piuttosto che della crisi globale.

La legge sulla manovra finanziaria di Tremonti

- non sa indicare una direzione di crescita,

- penalizza invece che favorire la ricerca e l'innovazione produttiva,

- non da ossigeno alle famiglie italiane per rilanciare gli acquisti.

- Non affronta il tema degli squilibri che affliggono il nostro Paese: eccessive differenze di reddito (tra quelli alti e quelli più bassi); differenze Nord- Sud.

A fronte di una crisi strutturale di enorme gravità, il governo Berlusconi risponde con la legge antidemocratica sulle intercettazioni.

Il Partito Democratico lavora per costruire una alternativa capace di affrontare i gravi problemi dell'Italia